Che cos'è l'abbigliamento islamico per donne

L'abbigliamento islamico per donne è l'insieme dei capi con cui una musulmana esprime il valore del pudore, in arabo haya. Di solito comprende un velo che copre capelli e collo, detto hijab, un soprabito lungo e ampio come l'abaya, un abito o una gonna fino alla caviglia, pantaloni larghi e maniche che arrivano al polso.

Quanto coprirsi non è una questione su cui tutti concordano. Alcune donne coprono tutto tranne viso e mani, altre indossano abiti quotidiani dal taglio lungo, e alcune coprono anche il volto. Le scuole giuridiche e i singoli studiosi hanno pareri diversi, e le usanze del paese d'origine, dal Marocco all'Egitto, dal Pakistan al Bangladesh, dall'Albania al Senegal, incidono su ciò che appare naturale. Qui non si emettono giudizi religiosi: si descrivono scelte pratiche; per le questioni di fede conviene rivolgersi a uno studioso qualificato o all'imam della propria comunità.

In Italia vivono musulmane di origini molto diverse: famiglie arrivate da decenni, studentesse, lavoratrici, donne nate qui e convertite. Perciò non esiste un solo guardaroba, e una studentessa di Bologna, un'infermiera di Napoli e una commerciante di Palermo si vestono in modi molto diversi pur partendo dallo stesso principio, e l'abbigliamento musulmano femminile in Italia è vario quanto la comunità; le scelte cambiano anche con l'età, il lavoro e le fasi della vita.

Dal caldo del Sud alla neve del Nord: i tessuti giusti per l'abbigliamento musulmano femminile

Il clima italiano varia moltissimo: estati afose in Sicilia e in Puglia, inverni umidi e nebbiosi nella Pianura Padana, neve sulle Alpi e sugli Appennini. Gli abiti lunghi dell'abbigliamento islamico per donne diventano sopportabili d'estate se sono di cotone, lino, viscosa o mussola leggera, in colori chiari come bianco, beige e grigio perla, che riflettono il calore.

Per il velo, il jersey è comodo ma caldo ad agosto, lo chiffon è fresco ma scivola e richiede spille o una cuffietta sotto. I sintetici si attaccano alla pelle sudata, per questo molte preferiscono miscele con cotone o modal.

In inverno funziona vestirsi a strati: una maglia sottile in lana merino, un abito lungo, un cardigan e un cappotto di lana che copra fianchi e ginocchia. A Torino, Milano o Bologna una sciarpa spessa sopra l'hijab e un berretto di lana proteggono dal freddo umido. Con la pioggia molte scelgono una lunghezza appena sopra la caviglia e stivali impermeabili.

Tessuti italiani, sartoria e fazzoletti di famiglia

L'Italia ha una grande tradizione tessile: la seta di Como, la lana di Prato e di Biella, il lino e il cotone di diversi distretti. Per chi cerca abbigliamento islamico per donne di qualità sono risorse preziose: un cappotto lungo in lana cotta, un foulard di seta o una gonna a pieghe in tessuto pesante danno un aspetto elegante senza stretti aderenti. Sull'uso della seta pura le opinioni degli studiosi divergono, per cui chi ha dubbi può preferire miscele o altri tessuti.

Anche la tradizione italiana conosce il capo coperto: nei paesi del Sud, le nonne portavano il fazzoletto in testa e abiti neri o scuri a mezza gamba, e nelle processioni religiose le donne si coprono i capelli con veli. Questo patrimonio comune rende il velo un oggetto meno estraneo di quanto si creda.

La sartoria artigianale è un'alleata: una sarta può allungare le maniche, abbassare l'orlo o realizzare su misura un abito lungo in un tessuto scelto da te.

Lavoro, scuola e diritti: il quadro generale

I vestiti islamici per donne non sono un ostacolo alla vita quotidiana: in molti posti di lavoro italiani il codice di abbigliamento è informale e un velo non è un ostacolo. Nei mestieri con divisa, come sanità o ristorazione, si concordano con il datore di lavoro copricapo e lunghezza delle maniche per ragioni di sicurezza e igiene; conviene affrontare il tema fin dal colloquio. La libertà religiosa è tutelata dalla Costituzione, e un decreto legislativo del 2003 vieta le discriminazioni sul lavoro basate sulla religione.

Una norma del 1975 sull'ordine pubblico vieta di comparire in luogo pubblico con il volto coperto in modo da rendere difficile il riconoscimento, salvo giustificato motivo; la sua applicazione al velo integrale è stata discussa. Il semplice hijab, che lascia il volto libero, non rientra in questa norma. Per un caso concreto è utile chiedere a un avvocato o a un'associazione.

A scuola ginnastica e nuoto sono i momenti più delicati. Molte ragazze scelgono pantaloni da tuta lunghi e magliette a maniche lunghe, e per la piscina un costume integrale, il cosiddetto burkini. Meglio parlare presto con l'insegnante e informarsi sul regolamento della piscina.

Dove comprare abiti coprenti per donne musulmane

A Roma, attorno a Piazza Vittorio e all'Esquilino, e a Milano, nella zona di Via Padova, ci sono negozi con abaya, veli e tessuti; a Torino il mercato di Porta Palazzo e a Napoli e Palermo i mercati rionali offrono stoffe e abiti lunghi. Anche le catene di moda tradizionali vendono abiti lunghi, pantaloni ampi e tuniche che si possono abbinare a un velo.

Molte comprano online da negozi europei, turchi o malesi. Per gli acquisti a distanza il Codice del consumo riconosce in genere un diritto di recesso di 14 giorni, e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato vigila sulle pratiche commerciali scorrette. Controlla sempre la tabella delle taglie, perché cambiano da paese a paese.

Per gli abiti coprenti per donne musulmane i mercatini dell'usato sono utili: si trovano cappotti lunghi di buona lana a prezzi bassi, e molte donne si scambiano capi tra amiche quando i figli crescono o le taglie cambiano.

Moda modesta per donne musulmane: colori e tagli italiani

Lo stile italiano, a cui si ispira anche la moda modesta per donne musulmane, ama i toni caldi della terra, il blu profondo, il verde oliva, il bianco panna e le sfumature di beige, tutti colori che si abbinano bene a un abbigliamento pudico. Lunghi abiti di lino, kimono in cotone e pantaloni a palazzo in tinte naturali creano un look fresco ed elegante, soprattutto con un foulard.

Molte combinano una maglia sottile a maniche lunghe, una gonna plissettata e un lungo cardigan; altre indossano un'abaya da lavoro in lino. I motivi sono più sobri che in Medio Oriente o in Asia meridionale, ma alle feste compaiono ricami, perle e colori accesi.

Una regola pratica per l'abbigliamento islamico per donne è scegliere tre colori base da abbinare tra loro: un piccolo guardaroba basta per lavoro e università.

Eid, matrimonio e preghiera: abiti per le occasioni

Per i vestiti islamici per donne l'occasione più bella arriva con l'Eid: l'Eid al-Fitr, che chiude il Ramadan, e l'Eid al-Adha, la festa del sacrificio, sono le grandi ricorrenze. Molte donne cuciono o comprano un abito nuovo e le famiglie si ritrovano dopo la preghiera collettiva, spesso in sale affittate o nelle moschee; a Roma la Grande Moschea è uno dei luoghi di riferimento. Tessuti simili alla seta, fili dorati e perline sono frequenti, e anche i bambini vestono a festa.

Nei matrimoni le tradizioni si mescolano: una sposa porta un lungo abito bianco con velo, un'altra la sera dell'henné un abito ricamato verde o rosso. I parenti italiani arrivano in abito da cerimonia, e una musulmana può scegliere un vestito a maniche lunghe adatto a entrambe le culture.

Per la preghiera molte usano un abito da preghiera di un solo pezzo che copre dalla testa ai piedi e sta in borsa. È pratico al lavoro o all'università quando si vuole pregare in una stanza tranquilla. Colore e taglio del capo da preghiera non sono oggetto di totale accordo, quindi in caso di dubbio chiedi all'imam.

Mare, montagna e vacanze all'italiana

Le vacanze in Italia richiedono un piano, perché il sole è forte e le spiagge sono affollate. Una camicia lunga in lino, un cappello a tesa larga sopra il velo e occhiali da sole proteggono dal sole, mentre un grande pareo fa ombra. Sul litorale tirreno e adriatico molti stabilimenti accettano il burkini, ma conviene chiedere prima, perché alcune piscine pretendono tessuti specifici per igiene.

La sera, nelle piazze, la temperatura cala e si alza il vento: un cardigan leggero e una sciarpa lunga fanno comodo. Così l'abbigliamento pudico diventa un modo semplice per vivere il ritmo italiano.

Domande frequenti

In Italia si può indossare l'hijab al lavoro?

Non esiste un divieto generale di hijab nei luoghi di lavoro italiani e nella maggior parte dei casi è accettato. Nei lavori con divisa o norme di sicurezza conviene accordarsi con il datore di lavoro; la legge vieta discriminazioni per motivi religiosi.

Quali tessuti sono adatti all'estate italiana?

Cotone, lino e viscosa leggera lasciano respirare la pelle, soprattutto in colori chiari e tagli ampi. Per il velo scegli miscele leggere con cotone, mentre i sintetici scaldano e si attaccano alla pelle quando fa umido.

Dove compro abiti per donne musulmane in Italia?

Nei negozi di quartieri come l'Esquilino a Roma e Via Padova a Milano, nei mercati cittadini, nelle catene di moda tradizionali e online da negozi europei. Negli acquisti a distanza di norma c'è un diritto di recesso di 14 giorni.

Chi stabilisce quanto bisogna coprirsi?

Non c'è un'unica autorità: scuole giuridiche e studiosi interpretano la questione in modi diversi, e le usanze locali contano. Molte donne chiedono consiglio a uno studioso di fiducia o all'imam della comunità e adattano l'abbigliamento alla propria vita.